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Guida in stato di ebbrezza, cambia tutto: la tecnologia ti impedirà di farti del male

La guida in stato di ebbrezza può causare pericoli a se stessi e agli altri. Ora mettersi al volante dopo avere bevuto sarà più difficile.

Si sottolinea spesso come sia opportuno mettersi al volante solo quando si è nelle giuste condizioni fisiche e psicologiche. L’ideale sarebbe quindi evitare di farlo quando si è stanchi, in modo tale da non correre il rischio di addormentarsi se il viaggio che si deve affrontare un viaggio lungo, ma anche se le condizioni atmosferiche non sono delle migliori.

Mettersi al volante dopo aver bevuto sarà più difficile – Foto | Canva – Motori.derapate.it

Altrettanto importante è cercare di non bere, ben sapendo che in alcuni casi possono bastare un paio di bicchieri di vino per condizionare la lucidità. Nonostante questo, c’è chi tende a sottovalutare questo principio, come viene dimostrato dagli episodi di automobilisti sorpresi dalle forze dell’ordine per guida in stato di ebbrezza.

La guida in stato di ebbrezza sarà sempre più rara

Chi viene fermato per guida in stato di ebbrezza spesso agisce in questo modo per due diverse motivazioni: pensare di farla franca e non trovare sul proprio percorso le forze dell’ordine o, in alternativa, credere che l’alcol non possa condizionare la propria condotta al volante. Entrambe queste situazioni sono però da evitare, non solo per quanto previsto dal Codice della Strada, ma soprattutto perché questo modo di agire può causare pericoli a se stessi e agli altri.

Questo è quanto si sta pensando di fare cercando di optare per la linea dura, in modo tale che comportamenti così avventati siano sempre più rari.

L’alcol test in auto sarà un metodo superato – Foto | Canva – Motori.derapate.it

L’Amministrazione nazionale per la sicurezza stradale ha deciso così di venire incontro negli Stati Uniti alle richieste che sono arrivate a più riprese da parte delle case automobilistiche, convinte che sia necessario agire concretamente per sensibilizzare tutti. Al momento per sorprendere chi ha alzato un po’ troppo il gomito viene utilizzato un dispositivo in cui il conducente deve soffiare all’interno e avere così la rilevazione.

Da parte di molti questo non è però sufficiente. Si sta infatti pensando a un sensore tattile DADSS (Driver Alcohol Detection System for Safety), che prevederebbe l’inserimento in auto di un touch pad con sensore ottico, in grado di illuminare la pelle e misurare le concentrazioni di alcol e anidride carbonica (CO2) nel respiro di chi si sale a bordo. Se si dovesse superare il limite previsto, mettere in moto la vettura sarà quasi impossibile.

L’Italia non resta a guardare

Anche in Italia c’è la consapevolezza di come ridurre i casi di persone che si mettano alla guida in stato di ebbrezza sia fondamentale e di come questo possa permettere di salvare vite umane.

L’Unione Europea ha già stabilito che i costruttori montino l’alcolock su tutte le auto di nuova omologazione dal 4 luglio 2022. Si deve così fare in modo che le vetture possano essere progettate per accoglierlo a bordo. Grazie a questo sistema, esattamente come in America, il motore non riuscirà ad avviarsi se si dovesse rilevare che chi è al volante ha bevuto un po’ troppo.

Il dispositivo dovrà poi essere montato a proprie spese se il tasso alcolemico è sopra lo zero, in modo tale da bloccare i casi di recidiva. In questo caso, infatti, il limite consentito si abbassa a 0 g/l, per tutti gli altri il limite è 0,5

Ilaria Macchi

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