Il fondatore del marchio californiano, Elon Musk, deve gestire una nuova grana in uno dei suoi stabilimenti più importanti in Europa.
La richiesta dei lavoratori di Tesla a Berlino è chiara: chiedono “migliori condizioni di lavoro”. Un numero cospicuo di dipendenti ha firmato la petizione. Nel documento le esigenze degli impiegati sono esplicite, incitando la direzione a “porre fine alle intimidazioni”. Più di 3.000 i dipendenti che hanno apposto la loro firma esigendo un clima più umano con un maggior numero di pause e una miglior organizzazione del personale.

Questo documento che esprime il malumore dei lavoratori ed espone la necessità di un cambiamento di interesse generale è solo l’ultima delle iniziative dei dipendenti che mette in evidenza quanto si siano inaspriti i rapporti tra dipendenti tedeschi e l’azienda americana. La situazione risulta sempre più tesa. La crisi del brand di Musk nel Vecchio Continente è profondissima.
Tesla, soffiano venti di crisi
Riecheggia un malcontento su più fronti sia internamente che esternamente alla azienda. Gli operai, infatti, non sono gli unici a lamentarsi della situazione. Anche gli abitanti delle zone adiacenti alle infrastrutture lamentano il forte disagio di inquinamento creato dall’attività industriale. Negli anni numerose sono state le azioni degli attivisti che hanno preso di mira l’azienda danneggiando sia le reti elettriche che la rete ferroviaria.

L’amministratore delegato Elon Musk, non sembra aver ben inquadrato la situazione, in più occasioni infatti ha criticato l’assenteismo dei lavoratori, ignorando le associazioni dei sindacati che descrivono la situazione aziendale carente sotto molti aspetti. I membri del sindacato IG Metall, hanno espresso le loro preoccupazioni per gli impiegati “oberati di lavoro” costretti a ritmi frenetici per rispettare i programmi di produzione, specialmente con le nuove istruzioni del restyling del Model Y e della entry-level.
“Non c’è nemmeno il tempo di bere o di andare in bagno” – ha attaccato l’IG Metall nel consiglio di fabbrica, come riportato su Quattroruote.it – Nessuno può andare avanti così fino alla pensione“. L’azienda ha controbattuto alle accuse, affermando di aver assunto 300 lavoratori temporanei in modo tale da poter sostenere l’ingente carico di lavoro generato dalla nuova Model Y. Dopodiché ha fornito i risultati ricavati da un recente sondaggio sulla soddisfazione dei lavoratori. Hanno partecipato a tale sondaggio 7.500 lavoratori su circa 11 mila totali. Secondo i dati l’80% del personale ha dichiarato di essere soddisfatto del proprio lavoro, solo il 5% ha manifestato scontento e il 15% ha espresso un parere neutrale. Il dibattito resta però ancora aperto.